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se fosse un piatto - rubrica settimanale di christian frontino
Gaia
Se fosse un piatto

Merin… Gaia e l’importanza del numero 3

Un accompagnamento per concludere in bellezza il pasto Wmh

Anche il caffè, come Gaia, vuole la sua parte

Gaia
Gaia

È vero, finora abbiamo mangiato davvero molto, sicché tra aperitivi Geri Halliwell, antipasti Édith Piaf, primi alla Sangiovanni e secondi alla Kacey Musgraves siamo infine arrivati al dessert ispirato a Taylor Swift. Tuttavia, chi ha mai detto che un gran pasto finisca proprio con il dolce?

Per quanto si possa in effetti avere lo stomaco pieno, tendenzialmente, c’è sempre un cantuccio, anche piccolo piccolo, da dedicare a una tazzina di caffè (decaffeinato o non) o a un bicchierino di digestivo, se non a entrambi, per cui ecco come noi di Where Magic Happens vogliamo celebrare degnamente questo fine cena, al quale, per l’occasione, andremo ad accompagnare qualche perla di piccola pasticceria.

Prima di passare alle ricette, però, è il caso di introdurre chi, per l’occasione, sarà la nostra musa ispiratrice, ossia Gaia Gozzi, meglio conosciuta semplicemente come Gaia, una dei protagonisti della playlist New Music Friday di questa settimana.

Musica in tutti i mezzi

New Dawns

Nonostante la giovanissima età (24 anni compiuti giusto giusto il 29 settembre), Gaia è riuscita a farsi strada nel feroce mondo della musica già nel 2016, quando la sua indiscutibile vocazione artistica è riuscita a farle ottenere un posto a X-Factor, dove, sotto la guida di Fedez, è riuscita a guadagnarsi un ottimo secondo posto subito dietro i Soul System.

Grazie a un simile biglietto da visita, non è servito molto tempo prima che venisse pubblicato il primo ep, ‘New Dawns’, tra cui figura, insieme a cover come quella di ‘Wild Things’ di Alessia Cara, l’omonimo singolo certificato poi disco d’oro dalla FIMI.

Non ancora sazia di voglia di emergere, l’instancabile Gaia è così stata in grado, nel 2019, di fare il proprio ingresso in un altro celeberrimo talent show, Amici di Maria De Filippi, dove riesce, questa volta, ad andare oltre l’argento, classificandosi prima, andando in questo modo a inaugurare una nuova fase della propria carriera, considerabile decisamente più matura sotto al profilo artistico.

Qualcuno ha detto che in quei mesi ho trovato la mia femminilità, ma non sono d’accordo. Nel senso che non mi piace che una donna debba per forza trovare la sua ‘femminilità’, come se fosse una cosa standard o stereotipata. Credo invece di aver trovato una nuova me, più espressiva, meno chiusa in me stessa. Più adulta, anche

Gaia

E arriviamo al numero 3

Cuore Amaro

Prima però della meritata vittoria, per Gaia è arrivato finalmente il momento di pubblicare il suo primo album in studio, ‘Genesi’, sotto l’egida della Sony Music, debuttando alla quinta posizione della classifica FIMI.

Raggiunto quindi il trionfo sotto lo sguardo di Maria, è stata la volta della riedizione del suo disco, questa volta salito di posizione con tanto di certificazione platino sempre tramite la già citata federazione.

Ecco dunque, un successo dopo l’altro, a partire dalla partecipazione allo spin-off di Amici per un’edizione speciale, fino ad arrivare su uno dei palchi più ambiti per i musicisti italiani, quello del Teatro Ariston per l’edizione 2021 del Festival di Sanremo, dove viene scelta da Amadeus per esibirsi con il brano ‘Cuore Amaro’, preludio di ‘Alma’, disco la cui uscita è prevista per il prossimo 29 ottobre.

Se Gaia fosse un piatto

Brigadeiros al cocco
Brigadeiros al cocco

Dopo un primo stralcio di curricuum vitae, è giunto il momento di associare la nostra Gaia al piatto di turno, o meglio, ai piatti in questo caso, dal momento in cui, parlando di piccola pasticceria avremo almeno tre assaggi di altrettanti tipi di dolcetti.

Baci di dama
Baci di dama

Ecco quindi come andremo a preparare delle classiche meringhe, dei baci di dama alla nocciola e dei brigadeiros al cocco, praline al cioccolato di origine brasiliana, scelta quest’ultima non certo casuale, essendo la madre di Gaia nativa del Brasile.

Quanto alle motivazioni che ci hanno spinto a queste scelte, abbiamo intanto le radici, trasmesse anche tramite la lingua portoghese che Gaia, oltre a parlare benissimo, ha utilizzato in diversi pezzi dal ritmo latino. Poi, una decisa maturità a dispetto dell’indubbia giovinezza, tratto questo reso metaforicamente dai baci, che pur essendo ormai una ricetta senza tempo restano degli evergreen (sapiente tradizione sì, ma sempre giovane).

Relativamente invece all’aspetto meringato, abbiamo infine una solo apparente fragilità, che è invece sostenuta da una forza a dir poco ‘croccante‘, a poggiarsi a sua volta, musicalmente parlando, su una cultura figlia dell’ascolto di artisti del calibro di Nina Simone, Beyoncé, Lorde, Elisa e Giorgia (di quest’ultima Gaia ha aperto diversi concerti in occasione dell’Oronero Tour).

Mamma mi faceva sentire Caetano Veloso, Ray Charles, Diana Ross, Beyoncé, Stevie Wonder. Ascolti eterogenei come le mie playlist di oggi. Mi è mancata la base della musica italiana: papà ascoltava poca musica, qualcosa di Vasco

Gaia

Prepariamo la lista della spesa

Gaia Meringhe
Meringhe

Accompagnati dalle note pop, urban e latine di Gaia è tempo di far tappa al supermercato in modo da far scorta degli ingredienti di cui avremo bisogno, con i quali andremo a ricavare una ventina di pezzi per ogni tipo di dolcetto.

Iniziamo dalle meringhe, per cui ci serviranno 40 g di albume, 40 g di zucchero semolato, 40 g di zucchero a velo e qualche goccia di succo di limone.

Per quanto riguarda invece i baci di dama avremo bisogno di 50g di burro, 50g di zucchero, 50g di farina, 50g di farina di nocciole (o semplicemente di 50g di nocciole che avremo poi cura di andare a tritare finemente), 1 pizzico di sale e 60 g di cioccolato fondente.

Ultimi, ma di certo non per importanza o per gusto, i brigadeiros, per i quali saranno necessari 400 g di latte condensato (l’equivalente di una lattina), 15 g di burro, 150 g di cioccolato fondente e cocco rapé quanto basta.

Come al solito, rimediato il necessaire, facciamo partire la musica, nello specifico qualche pezzo di Gaia, e mettiamoci al lavoro.

Pasticceria mon amour, fase 1

Chenga e meringa

Essendo il pasticcino con la cottura più lunga, è il caso forse di iniziare dalle meringhe, per cui dobbiamo per prima cosa montare con le fruste elettriche o la planetaria (il tutto ben pulito e asciutto) gli albumi, facendo attenzione che non ci siano tracce di tuorlo, aggiungendo lo zucchero semolato poco per volta. Una volta ottenuto un composto gonfio e ben fermo si devono unire il limone e lo zucchero a velo setacciato, che va incorporato delicatamente mescolando con una spatola dal basso verso l’alto.

Utilizzando una sac à poche munita di beccuccio a stella (o liscio, se si preferisce) distribuire la meringa in una ventina di mucchietti quanto più uguali possibili per dimensione su una placca rivestita di carta da forno.

Cuocere in forno statico preriscaldato a 100 gradi per 20 minuti, dopodiché abbassare la temperatura a 90 gradi e continuare la cottura per 80 minuti, prolungandola di un’altra ora aprendo però leggermente lo sportello per far fuoriuscire l’umidità. Lasciar seccare a forno spento per altre 5 o 6 ore.

Pasticceria mon amour, fase 2

Densa e brigadeiros

Mentre le nostre meringhe sono in forno, possiamo dedicarci con tutta calma alla nostra cioccolatosa specialità Made in Brasil.

Iniziamo allora con l’imburrare un pentolino d’acciaio a fondo spesso, dove bisogna quindi versare il latte condensato, che va a sua volta messo a scaldare sul fuoco insieme al burro. Aggiungere dunque il cioccolato fondente tagliato a pezzetti, mescolando con cura finché non si sarà completamente sciolto.

Cuocere a fiamma media per una quindicina di minuti finché il composto non inizierà a compattarsi staccandosi al contempo dal bordo del tegame, rimestando di tanto in tanto.

Trasferire il composto in una ciotola per farlo intiepidire, dopodiché, con le mani debitamente unte, realizzare delle palline di circa 20 g l’una (come già detto, dovrebbero venirne fuori circa una ventina).

Rotolare i brigadeiros nel cocco grattugiato in modo da ottenere una copertura uniforme; volendo si possono poi disporre in dei pirottini di carta.

Pasticceria mon amour, fase 3

Coco Chanel e baci di dama

Eccoci quindi pronti per dedicarci ai nostri baci di dama, che abbiamo tenuto per ultimi in modo da avere il forno libero dalle meringhe (per via delle differenti temperature si potrebbe lavorare in contemporanea solo avendo 2 forni).

Lavorare con la planetaria munita di gancio a foglia (nel caso si può impastare a mano lavorando con la punta delle dita) il burro a temperatura ambiente tagliato a cubetti con lo zucchero fino all’ottenimento di un composto ben amalgamato.

Unire il sale e la farina di nocciole, quindi, per ultima, la farina setacciata, impastando fino a realizzare un composto morbido e omogeneo, che dovrà poi essere avvolto nella pellicola e fatto riposare in frigorifero per un paio di ore.

Dividere l’impasto in una quarantina di palline e distribuirle, ben distanziate, su una placca rivestita di carta da forno. Infornare a 180 gradi per 12 minuti e far raffreddare.

Unire i biscotti due a due con un sottile strato di cioccolato fuso.

Un sorso e un boccone

Ora che tutte le nostre piccole prelibatezze sono pronte, possiamo finalmente servirle in tavola in compagnia del nostro famoso caffè, in modo da terminare in grande il nostro menù.

Volendo, anche in questo caso, ci si può sbizzarrire con le variazioni, accompagnando le meringhe con della panna montata, usando mandorle o pistacchi per i baci di dama o ancora aromatizzando con del rum i brigadeiros, che a loro volta possono essere rifiniti, anziché col cocco, con codette di zucchero colorate, granella varia, o scagliette di cioccolato.

Pur avendo così terminato le portate, non abbiamo con questo finito le nostre ricette, per cui, per scoprire la prossima, basta tornare sempre su queste frequenze per il consueto appuntamento musico-gastronomico del mercoledì. Ovviamente, stay tuned!

E per concludere… Boca!
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