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se fosse un piatto - rubrica settimanale di christian frontino
Sangiovanni
Se fosse un piatto

Tortelli di zucca alla Sangiovanni, tra il dolce e il salato

Un primo da leccarsi i baffi con il giovane cantante vicentino

Sangiovanni in tavola!

Sangiovanni
Sangiovanni

Pur essendoci già degnamente abbuffati in questo nostro pantagruelico banchetto, bisogna comunque ricordare che al momento ci siamo solamente occupati di aperitivi e antipasti, ora ispirati a Carmen Consoli, ora a Ed Sheeran o ancora a Geri Halliwell.

Pranzi e cene a più portate che vogliono essere degni di questo nome devono prevedere anche qualcosina in più, a partire dai primi, in modo da andare a trascendere quello che altrimenti si limiterebbe a un buffet o a un brunch (in tal caso rischieremmo di andare fuori tema con il nostro proposito iniziale).

Chi sarà, a questo punto, la nostra nuova pietanza musicale? Dopo tanti nomi altisonanti appartenenti al panorama musicale internazionale, torniamo nella nostra italica comfort zone, dove andremo a occuparci di Giovanni Pietro Damian, ossia di Sangiovanni, pseudonimo nato a seguito di un appunto della madre secondo cui aveva tutt’altro che la faccia da santo.

Non santo ma di talento

Amici
Amici

Mancata beatificazione a parte, per quanto Sangiovanni sia già di per sé parecchio giovane, bisogna dire che anche in questo caso una certa inclinazione verso il mondo della musica sia emersa decisamente presto, con un crescente interesse, che poi ha contribuito a far la differenza, per i generi pop e urban.

Come ha fatto però un ragazzino, a salire in così poco tempo alla ribalta? Una gigantesca cassa di risonanza per il vicentino Sangiovanni, a prescindere da un talento senza il quale di strada ne avrebbe fatta assai poca, è stata senza dubbio la partecipazione al talent show targato Maria De Filippi ‘Amici’, dalla cui fucina sono emersi, nel corso degli anni, nomi come quelli di Marco Carta, Alessandra Amoroso, Emma Marrone e della fantastica Annalisa Scarrone.

Sebbene nella sua edizione, la ventesima, Sangiovanni non abbia trionfato con il primo posto, la medaglia d’argento del secondo gli ha comunque portato fortuna, quasi un po’ come i Måneskin, che dopo X-factor sono riusciti a trionfare prima a Sanremo e poi all’Eurovision.

Nuove luci alla ribalta

Lady

La parentesi ‘mariana’ di Sangiovanni, è quasi superfluo a dirsi, non è stata semplicemente un traguardo, bensì una tappa verso il successo, il quale è stato ottenuto, ancor prima dell’uscita di un vero e proprio album, con diversi singoli e con un EP omonimo.

Wearing pink
Wearing pink

Tra i vari pezzi pubblicati finora, come ‘Hype‘ e ‘Tutta la Notte‘, uno in particolare potrebbe quasi essere considerato come lo stendardo della sua consacrazione nel mondo della musica, ossia ‘Lady‘, che gli è valso la triplice certificazione platino da parte della FIMI, a cui è seguito il primo singolo alla numero 1 delle classifiche, ‘Malibu‘, quest’ultimo ben 5 volte platinato.

Come purtroppo però spesso accade, anche questo giovane promettente, insieme al successo, ha dovuto fare i conti con quella piaga sociale che sono gli haters. Tuttavia, nonostante le passate lotte contro l’ansia, in parte sconfitta con la scrittura, ne è emersa un’importante lezione, che, parafrasando Dante Alighieri, consta del semplice Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

Lo stesso discorso è da ritenersi valido anche per l’odio omofobo vomitatogli addosso per via di un po’ di smalto sulle unghie o per qualche accessorio o capo rosa, il quale, d’altro canto, è servito solo a far rimarcare l’importanza, un po’ da Little Monsters, di essere sempre se stessi.

Vedo il sole nel mio petto, sale l’ansia tutt’un tratto
La cancello, Tratto Pen, prendo il pennarello giallo

Non +, Sangiovanni

Se Sangiovanni fosse un piatto

Tortelli di zucca
Tortelli di zucca

Alla luce di tali lati caratteriali, oltre che artistici, è giunto il fatidico momento di procedere con l’associazione alla portata di turno, che in questo caso corrisponde a un primo della tradizione gastronomica mantovana, i tortelli di zucca.

Perché un piatto tanto classico per un cantante così giovane? Beh, è presto detto, sicché per quanto all’avanguardia si possa essere, esistono comunque tratti specifici di una persona che tendono comunque a essere rassicuranti, anche nei casi in cui si vanno a comprendere abbinamenti meno convenzionali come appunto quello tra il dolce e il salato.

Ma veniamo alla ricetta, per cui, volendo servire le solite 4 persone saranno necessari 200 g di farina e 2 uova per la pasta, mentre per quanto riguarda invece il ripieno si avrà bisogno di 500 g di zucca mantovana, 2 cucchiai di mostarda di pere, 150 g di amaretti secchi, 1 uovo, una grattata di noce moscata, 1 cucchiaio abbondante di grana padano, sale, pepe e burro quanto basta.

Diamoci subito da fare

Sua eccellenza la zucca mantovana
Sua eccellenza la zucca mantovana

Per i nostri tortelli alla Sangiovanni sarà necessario per prima cosa occuparsi del ripieno, che è buona regola far riposare per almeno una notte in frigorifero. Tagliare dunque la zucca in pezzi, in modo da eliminare con maggior facilità buccia, semi e filamenti, e affettarla. Disporre su una placca rivestita di carta oleata e cuocere in forno preriscaldato a 220 gradi per una ventina di minuti (la zucca dovrà comunque risultare morbida).

Una volta raffreddata la zucca passarla in uno schiacciapatate (la purea così ottenuta non dovrà essere troppo acquosa) e disporla in una ciotola insieme agli amaretti sbriciolati, alla mostarda debitamente sminuzzata, all’uovo, al grana e alla noce moscata. Regolare di sale e pepe e amalgamare il tutto fino a ottenere un composto omogeneo. Coprire con la pellicola e mettere in frigo.

Trascorso il tempo di riposo ci si potrà dedicare alla pasta disponendo la farina a fontana su di una spianatoia, aggiungendo così le uova per poi impastare aggiungendo poca acqua nel caso in cui la mistura dovesse risultare troppo asciutta. Lavorare a mano o con una planetaria fino a ottenere un impasto liscio e compatto.

Questioni di semplice forma

Armati di mattarello o di apposita macchinetta è infine arrivato il momento di stendere la pasta fino allo spessore di 1 mm circa (nel caso è meglio dividere l’impasto in 4 o 6 parti), ricavando dei lunghi rettangoli.

Malibu (perché cucinare in silenzio?)

Ricavare delle strisce di pasta di circa 9-10 cm di larghezza e disporle su di un piano infarinato, dopodiché, aiutandosi con 2 cucchiaini, posizionare delle palline di ripieno a 1cm di distanza dal bordo superiore, avendo ben cura di lasciare abbastanza spazio tra un mucchietto e l’altro.

Ripiegare la sfoglia di pasta andando a richiudere il ripieno, avendo cura di sigillare ogni spazio con le dita in modo da evitare che i tortelli si rompano durante la cottura.

Tagliare con attenzione con un tagliapasta dentellato (all’occorrenza questa operazione può essere eseguita anche con uno stampo per ravioli) e disporre i tortelli ben distanziati su di un vassoio infarinato.

Finalmente si mangia

Una volta ultimata la preparazione, sarà necessario lessare in abbondante acqua salata i tortelli per alcuni minuti, finché non saranno venuti a galla.

Impiattamento
Impiattamento

Dopo averli scolati, basterà semplicemente ripassare il tutto in padella con una noce di burro e a piacere con qualche foglia di salvia fresca.

Quanto invece all’impiattamento, è sufficiente una cosa semplice, ottenibile disponendo i tortelli Sangiovanni in un piatto e spolverizzando a piacere con grana o briciole di amaretti, oppure guarnendo sempre con della salvia.

Mentre ci dedichiamo a questo classico della capitale dei Gonzaga, non ci resta altro da fare che ingegnarci sulla prossima portata, la quale, giusto per far spoiler, sarà nuovamente un primo.

Si tratterà di nuovo di pasta ripiena, di un risotto di una zuppa? L’unico modo per scoprirlo è tornare su queste frequenze mercoledì prossimo. Stay tuned!

“Make pasta, not war”

Hetalia
Guccy bag
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