Condividi su facebook
Condividi su telegram
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
se fosse un piatto - rubrica settimanale di christian frontino
Carmen Consoli
Se fosse un piatto

Futomaki alla caponata per un antipasto alla Carmen Consoli

Quando la tradizione si fonde con la cucina internazionale al ristorante Wmh

Rientrando per un ritorno

Carmen Consoli
Carmen Consoli

Dopo esserci occupati degli aperitivi e del primo antipasto girovagando musicalmente intorno al mondo grazie a Ed Sheeran, Geri Halliwell e non solo, è finalmente arrivato il momento di fare, almeno per il momento, un rientro in grande stile in Italia, per la precisione in Sicilia, dove ad attenderci ci sarà nientemeno che Carmen Consoli.

Come al solito, la scelta di un artista piuttosto che un altro non è per niente casuale, infatti, per il nostro italico rientro, nonostante un variegato panorama musicale, si è optato per Carmen Consoli per via della sua recente dichiarazione relativa all’imminente uscita del suo prossimo album, ‘Volevo fare la Rockstar‘, la cui registrazione è appunto terminata alcuni giorni fa.

Quale occasione migliore, a questo punto, per un invito a cena nel nostro ristorante? Un ritorno dopo sei anni di assenza va indubbiamente celebrato.

Un signor curriculum vitae

In effetti, ragionandoci un po’ su, era da ‘L’abitudine di tornare‘ che Carmen non regalava una delle sue perle agli ormai trepidanti fan, ormai decisamente ben abituati. Negli album e nei singoli, alle note si sono sempre accompagnati testi in cui la scelta delle parole non è mai stata lasciata al caso, con la massima attenzione persino alla più piccola congiunzione.

AAA cercasi

Del resto la sua nativa Catania con annesso circondario è terra di grandi parolieri, basti solo pensare all’indimenticabile Franco Battiato, originario appunto dell’ex comune di Ionia.

La propensione all’arte, comunque, al di là dei dati anagrafici, emerge sin da subito in Carmen Consoli, che già a nove anni si avvicina alla musica, per esibirsi nemmeno un lustro dopo, procedendo in una scalata che l’avrebbe poi portata a comporre, nel 1996, ‘Due Parole‘, a cui è quasi immediatamente seguito ‘Confusa e Felice.

Ascoltando poi anche i lavori successivi, da ‘Mediamente isterica‘ al già citato L’abitudine di tornare‘, emergono con prepotenza non solo la poesia, ma anche un’acuta intelligenza condita da un’accattivante ironia, che esplode con tutta la sua potenza in ‘AAA Cercasi‘, singolo estratto dal best of ‘Per niente Stanca‘.

Se Carmen Consoli fosse un piatto

Senza però voler tessere un panegirico in onore di Carmen Consoli, senza spegnerne la musica, che per inciso sarà un ottimo accompagnamento mentre saremo ai fornelli, è giunto in momento di andare ad associarle un piatto che, come anticipato, sarà nuovamente un antipasto.

Sushi e caponata
Sushi e caponata

Ma su cosa far ricadere la scelta, in modo da non essere troppo banali? Ecco allora venire in nostro aiuto la cucina fusion, con cui andremo a unire il sushi, pietanza tipicamente giapponese che però, come ormai ben sappiamo, non è di certo l’unica prelibatezza del Sol Levante, e la caponata, eccellenza di Sicilia.

Perché azzardare un simile abbinamento dedicandolo a Carmen Consoli? La risposta è semplice: da un lato abbiamo il sushi, che stando ad alcune interviste è il piatto preferito dalla cantante, mentre dall’altro abbiamo un chiarissimo riferimento alle sue radici, elemento questo inscindibile non solo dalla sua vita ma anche dalla sua produzione artistica. Il risultato, che non deve essere vittima di preconcetti, è senz’altro un qualcosa di originale nonché frutto di un accostamento eseguito seguendo una certa logica e di conseguenza decisamente adatto per rispecchiare Carmen Consoli da un punto di vista culinario.

La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull’Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato

Carmen Consoli

Dal Giappone alla Trinacria

Sua maestà la caponata
Sua maestà la caponata

Veniamo ora alla sezione gastronomica, preparando la lista della spesa che ci servirà per le solite 4 persone. Iniziamo dunque dalla base del nostro sushi ispirato a Carmen Consoli, per cui serviranno 400 g di riso della varietà yume (con altre qualità non adatte si rischierebbe di fare un vero e proprio pastrocchio), 560 ml d’acqua, 100 g di aceto di riso, 40 g di zucchero, 10 g di sale, fogli di alga nori quanto basta.

Per quanto riguarda la caponata, che per l’occasione andremo ad arricchire con del pesce spada (volendo lo si può anche omettere), serviranno invece 4 melanzane, 400 g di pomodori, 400 g di peperoni, 3 cipolle rosse, mezza costa di sedano, 1 spicchio d’aglio, 150 g di olive nere e verdi snocciolate, 50 g di capperi sotto sale, 75 ml di aceto di vino rosso o di riso, 30 g di zucchero, olio extravergine d’oliva, sale e pepe quanto basta, 50 g di pinoli, 50 g di uva passa, qualche foglia di basilico e 1 trancio di pesce spada (facoltativo).

È possibile che a fine ricetta avanzi un po’ di caponata, in tal caso, se non la si dovesse mangiare subito, la si può conservare in frigorifero.

E ora, di corsa ai fornelli!

L'importanza della verdura
L’importanza della verdura

Per prima cosa è necessario lavare il riso sotto acqua fredda corrente per una decina di minuti, dopodiché bisognerà unirlo alla quantità d’acqua indicata in una pentola d’acciaio a fondo spesso, facendo cuocere a fuoco basso con coperchio per 15 minuti a partire dal momento dell’ebollizione. A cottura ultimata, senza scoperchiare, è necessario far riposare per un’ulteriore decina di minuti. Nel frattempo si deve far scaldare l’aceto con zucchero e sale finché questi non si saranno disciolti, ottenendo una mistura che va quindi versata sul riso e amalgamata con cura con un cucchiaio di legno. A tal punto occorre trasferire il riso acidulato in una ciotola da coprirsi con un canovaccio leggermente inumidito finché il tutto non si sarà raffreddato.

Mentre il riso riposa tranquillo, ci si può occupare della caponata, lavando e tagliando a cubetti le verdure e il pesce.

Bisogna quindi tritare l’aglio e affettare sottilmente la cipolla, facendoli poi soffriggere in una padella antiaderente con un filo d’olio. Aggiungere il sedano, far cuocere per qualche minuto e unire anche i peperoni, seguiti dopo un’altra decina di minuti dalle melanzane.

Continuare con l’aggiunta di pomodori, capperi precedentemente dissalati, aceto e zucchero. Regolare di sale e pepe e far cuocere fino a far ridurre il tutto. Unire anche il pesce spada, i pinoli e l’uvetta e ultimare la cottura per ancora qualche minuto. Far raffreddare.

Pronti per il gran finale

Futomaki classico
Futomaki classico

Dopo aver preparato tutte le componenti eccoci allora pronti ad assemblarle sotto forma di futomaki, una tipologia di rotolo caratterizzata da uno spessore maggiore (in effetti, futoi in giapponese è traducibile, oltre che come grasso, come spesso, mentre maki significa rotolo). Disporre un foglio di alga nori su una stuoietta di bambù e adagiarvi sopra uno strato uniforme di riso di circa 1 cm, avendo cura di lasciare un margine libero lungo al perimetro dell’alga sempre di circa 1 cm.

Aiutandosi con due cucchiaini disporre una striscia di caponata larga non più di 2 cm parallelamente a uno dei bordi più lunghi, tenendo la distanza di circa 1,5 cm (millimetro più millimetro meno, di certo non bisogna ricorrere al righello). Arrotolare il tutto sul lato (sempre sul lato della farcitura) servendosi della stuoietta, esercitando una lieve pressione per compattare quando basta l’insieme. A tal proposito è bene non premere troppo per avere un sushi che si sciolga in bocca e non una pesantissima palla di cannone.

Con un coltello ben affilato e leggermente inumidito rifilare il rotolo e tagliarlo in parti uguali di circa 2,5cm di altezza. Ripetere l’operazione fino a esaurimento degli ingredienti. Adagiare i futomaki su un piatto da portata, magari in ardesia e decorare a piacere con dei cucchiaini di caponata avanzata, pinoli, uvetta e foglie di basilico fresco.

Ultimato così il nostro secondo antipasto a tema Carmen Consoli, non ci resta da fare altro che metterci di nuovo a tavola, in attesa della prossima portata che come sempre ci aspetta mercoledì prossimo, Stay tuned!

Riproduzione Riservata ®
Ti piace questo articolo?
Condividilo!
Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter

Potrebbe interessarti anche

Sogni D'oro

Sognare di aprire il cancello del cimitero per 1 caffé

Serietà

Juventus ‘All or nothing’: la vecchia signora messa a nudo

se fosse un piatto - rubrica settimanale di christian frontino

Frances Conroy e i 1000 volti di un piatto elaborato

Feed

Scatti dalla Norvegia: uomo e spazio in “rapporto 1 a 1”

etichetta sezione intervista

Il Collegio 6: ”do’ ce sta casino ce sta Gaia Cascino”

Dress Code

Morto a 41 anni Virgil Abloh, viandante contemporaneo di LV

Recensioni
Brani consigliati

Altri autori

error: Content is protected !!
newsletter banner

Non perderti neanche un articolo!

Richiedi subito l’iscrizione alla nostra newsletter per ricevere gratis la rassegna settimanale dei migliori contenuti!

UNISCITI

al nostro canale Telegram

Where_Magic_Happens

Articoli in tempo reale e contenuti in esclusiva!