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se fosse un piatto - rubrica settimanale di christian frontino
Alessia Cara
Se fosse un piatto

Alessia Cara: una voce, un risotto con tartare di scampo

Freschi sapori che amano tutti con la giovane brillante poliedrica cantante

Gli irresistibili piaceri della tavola

Alessia Cara
Alessia Cara

Considerando quanto abbiamo mangiato finora, si potrebbe tranquillamente dire che il nostro viaggio all’insegna del gusto e della musica proceda a gonfie vele, tuttavia, nonostante i vari aperitivi alla Geri Halliwell, gli antipasti alla Lady Gaga o i tortelli alla Sangiovanni, il nostro menù è ancora ben lontano da essere completo.

Per un gourmet (anche un po’ gourmand) che si rispetti, inoltre, un solo primo non è effettivamente sufficiente, pertanto eccoci qui con un’altra ricetta di questo genere di portata, ispirata questa volta a una stella del panorama musicale, presente, tra le varie cose, nella playlist New Music Friday Italia di questi giorni, ossia Alessia Cara, giovane quanto brillante e poliedrica artista canadese dalle origini italiane, fresca fresca di nuove uscite

Nata per il successo

How Far I’ll Go

Rimanendo fedele a una tradizione alquanto comune tra diversi colleghi, anche Alessia Cara, o meglio, Alessia Caracciolo, si avvicina assai presto al mondo della musica, compiendo i primissimi passi già da bambina, imparando a suonare la chitarra all’età di 10 anni.

Pur essendo particolarmente timida, la ragazza riesce infine ad abbattere la sua barriera emotiva poco tempo dopo, riuscendo a pubblicare i suoi primi video in cui suona e canta su Facebook e Youtube.

Ecco quindi arrivare a una vera e propria svolta nel 2015, quando Alessia, con le sue sonorità pop e alternative R&B, influenzate tra gli altri da Amy Winehouse, Taylor Swift, Pink ed Ed Sheeran, viene scritturata da un’importante etichetta discografica, inaugurando un’ascesa musicale che l’ha portata, a oggi, alla pubblicazione di due album di successo.

Ho iniziato a cantare davvero piccola, intorno ai 2 anni giravo per casa cantando sempre qualcosa. Poi, a 9-10 anni, ho preso la cosa più seriamente e mi sono messa a suonare la chitarra e qualche anno dopo, a 13 anni, ho iniziato a postare i miei video su YouTube

Alessia Cara

Diamo ad Alessia quel che è di Alessia

A questo proposito non si può non citare la prima vera e propria fatica artistica della Cara, il disco ‘Know-It-All’, che è stato in grado di raggiungere la nona posizione nella Billboard 200 degli Stati Uniti.

Sweet Dream

Da quel momento in poi non sono quindi mancate collaborazioni di rilievo, come con Troye Sivan e Fedez, per non parlare poi di Jay-Ax, con un featuring, ‘Cuore Nerd‘, dove canta in italiano (non dimentichiamo le origini calabresi dei genitori!), fino ad arrivare alla partecipazione nella colonna sonora del film Disney ‘Oceania‘.

Suonando e cantando, ecco arrivare un altro anno importante per Alessia, il 2018, inaugurato con la vittoria ai Grammy Music Award nella categoria dei migliori artisti esordienti, a cui è seguita pochi mesi dopo l’uscita dell’album ‘The Pains of Growing‘, anticipato dal singolo ‘Growing Pains‘.

Ma non dimentichiamoci del presente, visto che risalgono solamente a pochissime settimane fa le canzoni ‘Shapeshifter’ e ‘Sweet Dream‘, preludio di una imminente terza raccolta.

Se Alessia Cara fosse un piatto

Risotto (i gamberi sono comunque una buona alternativa)
Risotto (i gamberi sono comunque una buona alternativa)

Abbiamo raccolto abbastanza informazioni su Alessia, dunque è giusto l’ora di porci la fatidica domanda consistente in quale pietanza sia la più adatta da abbinarle.

Come abbiamo già avuto modo di anticipare, avremo di nuovo a che vedere con un primo, consistente nello specifico in un risotto al limone servito con burrata e tartare di scampo aggiunti a crudo, in modo da non alterarne il sapore.

Il perché di questa scelta? Beh, è presto detto, sicché questa sembra rispecchiare in pieno la freschezza di Alessia, sia come artista che come persona. L’aspro di un solare limone, insieme all’avvolgente morbidezza della burrata e all’alcalinità dei crostacei, è in effetti un buon rappresentante dei molti lati musicali di questa giovane cantante, per cui, a questo punto, non ci resta che spostarci davanti ai fornelli facendo al contempo partire qualche suo pezzo.

Ogni cosa al momento giusto

Prima di procedere, però, dal momento in cui senza ingredienti non si può fare granché, è di sicuro il caso di andare a fare la spesa, ricordando che dovremo preparar da mangiare per le nostre solite 4 persone.

Wild Things

Andremo quindi a mettere nel carrello 1 grosso limone biologico, 360 g di riso Carnaroli (o comunque una qualità adatta ai risotti), 1 cipolla bianca, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 bicchiere di vino bianco secco, brodo vegetale, sale e pepe quanto basta, una noce di burro, 200 g di stracciatella di burrata, 500 g di scampi (possibilmente già abbattuti e adatti al consumo a crudo; in caso contrario bisognerà congelare gli scampi alla temperatura di -23 gradi per almeno tre giorni).

Messo insieme tutto il nécessaire, possiamo quindi accendere la musica, magari partendo con ‘Wild Things’, e metterci finalmente ai fornelli.

La ricetta passo dopo passo

L'importanza della base
L’importanza della base

Senza perderci in ciance diamoci subito da fare. Far scaldare il brodo vegetale (vanno bene sia quello già pronto, che quello fatto in casa).

Senza commuoversi troppo sbucciare e tritare finemente la cipolla, rendendola quasi una purea. Far scaldare l’olio in un tegame a fondo spesso e rosolarvi la cipolla. Aggiungere il riso e farlo tostare a fiamma alta per un paio di minuti.

Nel frattempo spremere il limone filtrandone il succo e tenendo da parte la buccia. Sfumare il riso con il vino bianco secco e con il succo di limone. Cuocere il risotto per una ventina di minuti a fuoco medio aggiungendo un po’ di brodo alla volta quando necessario (in sostanza non bisogna far asciugare troppo il risotto).

Approfittando del tempo di cottura, si deve privare delicatamente gli scampi della testa e del carapace (questi scarti non vanno buttati, in quanto possono essere riutilizzati per ricavare un’ottima bisque), rimuovendone pure il filamento nero. Tagliarli con il dorso del coltello e tenere da parte.

Tutti pronti col piatto in caldo.

Una volta tolto il risotto dal fuoco, è necessario regolare di sale e di pepe, mantecare con il burro e aggiungere della scorza di limone grattugiata.

Aiutandosi con un coppapasta è infine arrivato il momento di servire, adagiando il riso su un piatto piano, disponendovi sopra dei cucchiaini di stracciatella di burrata (se avanzasse la si può sempre mangiare in purezza) e della tartare di scampo. Portare subito in tavola, in modo che il calore del risotto non rovini i crostacei cuocendoli.

Pronto dunque il nostro secondo primo, non ci resta che prepararci per la prossima portata. Se volete scoprire di cosa si tratti non dovete far altro che tornare su queste frequenze mercoledì prossimo. Come sempre, stay tuned!

Shapeshifter
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