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se fosse un piatto - rubrica settimanale di christian frontino
Lady Gucci
Se fosse un piatto

Antipasto con i fiori di zucca alla Lady Gaga

Come procedere in bellezza in attesa del primo insieme a Miss Germanotta

Dalla sala di registrazione al set

House of Gucci – trailer italiano

Come si sarà di per sé già capito ormai da qualche articolo, la golosità qui è sempre di casa, di conseguenza, dopo aver incontrato aperitivi ed entrée come quelli dedicati a Édith Piaf o a Lorde, grazie ai quali abbiamo conosciuto sapori francesi e dai sentori tropicali, siamo pronti a proseguire alla volta di un terzo antipasto, che per l’occasione sarà ispirato nientemeno che a Lady Gaga.

Anche in questo caso siamo sì amanti del buon cibo, ma non del lasciare le cose al caso, sicché la scelta di Lady Gaga per questa nuova portata nasce soprattutto per via del suo ritorno sulle scene, non tanto musicali quanto piuttosto cinematografiche, essendo in uscita la pellicola ‘House of Gucci‘, che la vede appunto, sotto la direzione di Ridley Scott, tra i protagonisti grazie al ruolo di Patrizia Reggiani.

E il lato musicale dove lo mettiamo? Niente paura, è vero in effetti che si tratta di un ritorno in veste di attrice, tuttavia, sebbene non ci siano ancora certezze in merito alla colonna sonora, non è da escludere la presenza di qualche pezzo, nuovo o meno, targato Lady Gaga, e poi, se anche così non fosse, abbiamo una carriera più che decennale da cui attingere.

C’era una volta una ragazzina di New York

Una Lady Gaga agli esordi
Una Lady Gaga agli esordi

Un po’ come in una favola moderna tutto ha inizio nella Grande Mela, dove nasce nel 1986 Stefani Joanne Angelina Germanotta, in una famiglia dalle innegabili origini italiane, messinesi per essere più precisi. Similarmente a molti altri colleghi, da Carmen Consoli a Taylor Swift, l’amore e la propensione per la musica emergono praticamente sin da subito, con un progressivo avvicinamento già alle scuole superiori.

Dopo un primo periodo di esibizioni in locali underground di New York, si arriva così al fatidico 2006, anno in cui Stefani, notata da un talent scout, mette da parte quel cognome che lei avrebbe in seguito ricordato, durante un’intramontabile intervista trash da Simona Ventura, diventando a tutti gli effetti Lady Gaga, pseudonimo innegabilmente ispirato da ‘Radio Gaga’ dei Queen.

Da quel momento in poi inizia la vera ascesa, fatta di album come ‘The Fame’, anticipato dal singolo ‘Just Dance‘, a cui ne seguono molti altri, da ‘The Fame Monster’ ad ‘Artpop‘, fino ad arrivare al più recente ‘Chromatica‘ attraverso ‘Cheek to Cheek‘ e ‘Joanne’.

Una poliedricità di base

Born this Way

Nonostante uno stile iniziale basato sul pop, spesso supportato da una certa eccentricità nello stile, evidente già nel video di ‘Poker Face‘, ma successivamente sublimato in ‘Born this Way‘, per non parlare poi delle diverse apparizioni pubbliche come quella con il controverso vestito di carne in occasione degli MTV Video Music Awards del 2010, Lady Gaga si dimostra in seguito abile a reinventarsi. Ora in chiave più prettamente artistica, ora strizzando l’occhio al Jazz con la collaborazione con Tony Bennett.

Anche a livello professionale emerge un altro lato di Gaga, che a partire dalla sua presenza nella quinta stagione di American Horror Story inizia a dedicarsi pure alla recitazione, raggiungendo poi ottimi risultati insieme a Bradley Cooper sul set di ‘A Star is Born‘ (grazie a cui vince l’Oscar per la miglior canzone originale con Shallow).

Tempi recenti
Tempi recenti

Nel bel mezzo di una tale sequela di impegni lavorativi, una buona parte del suo tempo Stefani riesce comunque a dedicarlo anche a un certo attivismo tanto politico quanto umanitario e sociale. Un esempio è il grande supporto alla comunità LGBTQ, la quale, per inciso, fa parte della sua vita già da prima dell’arrivo del successo.

Don’t hide yourself in regret
Just love yourself and you’re set
I’m on the right track, baby
I was born this way

Non nasconderti nel rimpianto
Ama te stesso e sei a posto
Sono sulla strada giusta, baby
Sono nato così

Lady Gaga – Born this Way

Se Lady Gaga fosse un piatto

Fiori di zucca
Fiori di zucca

Ma quindi, in sostanza, abbiamo l’abbinamento tra Lady Gaga e questo famoso antipasto? Ovvio, altrimenti non saremmo qui, no? L’esuberanza e l’originalità di Miss Germanotta non sono semplicemente fini a se stesse. Si accompagnano al mantra secondo cui è sempre importante essere ed esprimere la propria personalità, in unione a una certa vena filantropica. Per questo non possiamo far altro che dar vita a un accostamento con i fiori di zucca ripieni e fritti in pastella allo zafferano.

Perché questo abbinamento? La parte esterna, colorata e croccante, sembra rispecchiare a pieno quella scorza da combattente per cui è nota Lady Gaga, mentre il ripieno, morbido e saporito, ne richiama invece la carica emotiva.

Altra questione non da poco in merito a questo piatto è inoltre il chiaro riferimento alla tradizione gastronomica italiana, la cui matrice culturale è spesso e volentieri richiamata dalla nostra cantante newyorchese.

Tappa al supermercato

Bouquet
Bouquet

Stabilito quindi il parallelo tra Lady Gaga e la delicatessen di turno, non ci rimane altro da fare che occuparci della spesa, ovviamente per le solite 4 persone.

Serviranno quindi 12 fiori di zucca abbastanza grandi, 250 g di ricotta di bufala (o vaccina, se si preferisse un sapore meno marcato), 1 uovo, 12 alici sottolio, pangrattato, sale e pepe quanto basta, olio di semi di girasole per friggere (piccola doverosa parentesi: questa varietà è consigliabile sia perché non va a influire sul gusto finale, sia perché ha un punto di fumo più alto).

Per quanto riguarda invece la pastella, serviranno 120 g di farina 00, 1 uovo, 100 ml di latte, 1 bustina di zafferano in polvere e sale.

Rimediati quindi tutti gli ingredienti, l’unica cosa che resta quindi fare è semplicemente mettersi all’opera.

Pronti per cominciare

Per prima cosa è necessario lavare delicatamente ma con cura i fiori di zucca per rimuovere polvere, terra o eventuali bruchi. A questo punto è necessario inciderli da un lato, sempre facendo attenzione a non rompere la fragile corolla, per rimuovere il pistillo (personalmente a me piace molto come consistenza e gusto, quindi lo lascio, ndr).

E per accompagnare la preparazione, Telephone (evitare però il veleno)

Nel frattempo bisogna unire in una ciotola la ricotta e l’uovo, aggiustando di sale e pepe e aggiungendo del pangrattato nel caso in cui il composto dovesse risultare troppo molle.

Sempre con delicatezza si devono dunque farcire i fiori con la ricotta e con un’alice ciascuno, richiudendo poi il tutto con cura, in modo da evitare rotture e strabordamenti in fase di cottura.

Passiamo quindi alla pastella: disporre la farina in una ciotola e stemperare lo zafferano nel latte. Versare quest’ultimo nella farina poco per volta, mescolando con una frusta per evitare il formarsi di grumi. Unire quindi l’uovo e regolare di sale.

Scaldare quindi l’olio, passare i fiori nella pastella in modo che ne siano totalmente ricoperti e friggerli girandoli di tanto in tanto aiutandosi con delle bacchette o dei cucchiai di legno finché non saranno dorati su tutti i lati.

Possiamo intanto accomodarci

A tavola!
A tavola!

Scolati quindi i nostri fiori di zucca Lady Gaga, bisogna rimuovere l’olio in eccesso che altrimenti renderebbe il tutto pesante, se non nauseante, per cui basta semplicemente adagiare il tutto su dei fogli di carta da cucina.

Come ogni fritto che si rispetti, è bene servire ben caldo (le fritture fredde o riscaldate, in effetti, che si tratti di dolci, pesci o verdure, non piacciono a nessuno).

Per quanto riguarda invece l’impiattamento, non servono particolari fronzoli, per cui sarà sufficiente un semplice piattino con al più qualche fogliolina di insalata e il gioco è fatto.

Assaggiato allora anche il nostro terzo antipasto in stile Lady Gaga, non dobbiamo fare altro che riposarci fino a mercoledì prossimo per la portata successiva, perciò, come sempre, Stay Tuned!

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