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se fosse un piatto - rubrica settimanale di christian frontino
Kacey Musgraves
Se fosse un piatto

Kacey Musgraves: dal country al tonno fra mandorle e tartufo

Un secondo di pesce per una reginetta texana dalla grande personalità

Un pasto ancora lontano dal capolinea

Country Kacey
Country Kacey

Durante un menù a portate si ha sempre la sensazione che un a volta mangiati i primi si sia praticamente in dirittura d’arrivo. Peccato. però, che chi la pensi così non abbia fatto i conti con noi di Where Magic Happens, sicché per la nostra degustazione abbiamo ancora molte frecce, o meglio… forchette al nostro arco.

Dopo esser saltati dallo stuzzichino Geri Halliwell, all’antipasto Lady Gaga (fresca tra l’altro della riedizione di ‘Chromatica‘) e poi ancora dai tortelli Sangiovanni e al pulled pork in stile Lana Del Rey, è arrivato il momento di concederci un secondo secondo, questa volta a base di pesce, giusto per accontentare un po’ tutti i palati (non temano vegani e vegetariani, ci sarà spazio anche per loro!).

Come sempre, però, visto dato che le nostre pietanze hanno sempre una musa ispiratrice, parliamo di Kacey Musgraves, star del country americana che è riuscita a far breccia nella playlist New Music Friday di Spotify.

Dallo Stato della stella solitaria al mondo

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Così come molti altri colleghi qua e là per il globo, anche Kacey inizia, dal suo nativo Texas, ad avvicinarsi al mondo della musica già da piccola, più precisamente all’età di otto anni, quando scrive la sua prima canzone, ‘Notice Me’.

Da lì in poi la sua attività in qualità di cantautrice la porta via via al successo, che esplode letteralmente nel 2008, dopo dell’interesse suscitato in un produttore proprietario di un’etichetta indipendente.

Dopo alcuni lavori iniziali accanto a celebrità del calibro dei Lady Antebellum (dal 2020 solo Lady A) ecco finalmente arrivare, nel 2013, il primo album in studio, ‘Same Trailer Different Park’, a cui sono seguiti Pageant Material‘, ‘A Very Kacey Christmas‘ e ‘Golden Hour.

Tutto questo insieme di opere, a cui si aggiungerà presto, il 10 settembre 2021, il nuovo disco ‘Star-crossed‘, ha contribuito nel tempo ad arricchire l’elenco dei riconoscimenti di Kacey, vincitrice di 6 Grammy, 3 ACM (Academy of Country Music) e 6 CMA Awards (Country Music Association).

Tra Country e Cuore

Kacey Musgraves
Kacey Musgraves

Sebbene il country, tanto nelle sue declinazioni più moderne quanto in quelle più pop, sia effettivamente un genere amato più che altro negli Stati Uniti, specialmente nel Sud-est dei cowboy, sembra che negli ultimi tempi, anche grazie non solo a Kacey, ma anche ad altre cantautrici come Taylor Swift (che però si è dedicata recentemente anche ad altri stili), abbia iniziato ad essere apprezzato anche al di fuori di questa superpotenza. Ottimi i risultati sia in Giappone che in Europa (a proposito, magari in altra sede, bisognerebbe aprire una bella parentesi sui Common Linnets, gruppo molto noto nei Paesi Bassi).

Bando alle divagazioni, torniamo alla nostra Kacey, che, pur essendo di base legata a un background musicale notoriamente conservatore, risulta per contro assai sensibile a tematiche politiche e sociali, spesso trattate nei testi delle sue canzoni, decisamente progressiste, a partire dal supporto al mondo LGBTQ, a cui si aggiungono argomenti che un benpensante definirebbe scabrosi, come la legalizzazione della cannabis o la sicurezza nei rapporti sessuali.

Oh, I bet you think you’re John Wayne
Showing up and shooting down everybody
You’re classic in the wrong way
And we all know the end of the story

Oh, scommetto che pensi di essere John Wayne
che si presenta e abbatte tutti
Sei un classico nel modo sbagliato
E sappiamo tutti la fine della storia

High Horse – Kacey Musgraves

Se Kacey Musgraves fosse un piatto

Tataki
Tataki

Arrivati a questo punto, non può mancare la consueta domanda, divenuta quasi un mantra, relativa a quale pietanza abbinare a Kacey Musgraves. Ecco allora la risposta: tonno tataki in crosta di mandorle con salsa ponzu tartufata (alla fine è più facile a farsi e a mangiarsi che a dirsi).

Con effetto domino spunta quindi una seconda questione, ossia il perché di un piatto simile per una texana doc, che magari potrebbe richiamare a un qualcosa di più classico o di Tex-mex. Anche in questo caso è facile facile rispondere, sicché determinante in questo caso è più il carattere che non il contesto, dal momento in cui la scelta di secondo, di impronta inconfondibilmente giapponese, va appunto a riprendere quella nota un po’ alternativa e tratti sorprendente che contraddistingue Kacey.

Accanto a un magari ben più rassicurante (culinariamente parlando) tonno, si accostano poi tratti più insoliti resi in parte aspri dalla salsa ponzu ma anche più sofisticati dai sentori del tartufo.

Del resto l’accoppiata con questo piatto è un po’ come il duetto tra Kacey e Troye Sievan, inaspettato per via dei differenti generi musicali, ma comunque di sicuro successo.

Dal pentagramma alla dispensa

Dime Store Cowgirl

Stabilito il parallelo tra cibo e Kacey dobbiamo ora provvedere a mettere insieme gli ingredienti necessari per servire le nostre solite 4 persone.

Avremo quindi bisogno di 4 filetti di tonno fresco e di ottima qualità da 150 g l’uno, 200 g di granella di mandorle, olio di sesamo e sale quanto basta. Relativamente invece alla salsa dovremmo procurarci 90 ml di salsa di soia, 60 ml di succo di lime, 30 ml di mirin, 30 ml di olio al tartufo, mezzo cucchiaino di dashi in polvere, un pizzico abbondante di zucchero.

Sebbene alcune basi possano sembrare difficili da reperire, perlomeno nei classici supermercati, non è il caso di disperare, poiché se non direttamente nei negozi di alimentari asiatici, possono comunque essere facilmente acquistate su internet.

E dopo questa piccola postilla, possiamo far partire una traccia di Kacey, magari ‘Dime Store Cowgirl‘ e metterci al lavoro ai fornelli.

Una piastra per amica

Spazio alla salsa
Spazio alla salsa

Prima di dedicarci alla proteina al centro del piatto è il caso di occuparci prima della salsa, accompagnamento semplicissimo da fare, dal momento in cui basta unire tutti gli ingredienti (quindi soia, mirin, olio, succo di lime, zucchero e dashi) in un contenitore richiudibile ed agitare bene finché zucchero e dashi non si saranno disciolti del tutto.

Siamo allora pronti per il tonno, che dovrà essere passato accuratamente nella granella di mandorle, esercitandovi una leggera pressione, in modo da ottenere una panatura uniforme e che non si disperda al momento della cottura.

Eccoci allora al momento clou, per cui è necessario scaldare una piastra debitamente unta di olio di sesamo, dove bisognerà scottare il tonno su tutti i lati senza però cuocerlo troppo, dal momento in cui il cuore dovrà risultare bello rosso (all’occorrenza regolare di sale).

Ultimata quindi anche questa fase non resta altro da fare, prima di portare il tutto in tavola, che tagliare i filetti di tonno con un coltello affilatissimo (un santoku giapponese sarebbe l’ideale).

Andiamo a sfamare gli ospiti

Ora che tutto è pronto dobbiamo solo servire anche questo secondo di pesce, per cui basterà impiattarne le fettine precedentemente tagliate, accompagnandole magari con una semplice insalata, meglio ancora se con dei fiori eduli per dare un tocco di colore, ma soprattutto con delle ciotoline individuali di salsa ponzu.

Va da sé che l’ideale sarebbe apparecchiare delle bacchette, ma nel caso anche le solite posate possono andar bene, dal momento in cui non tutti hanno dimestichezza con il galateo dell’Estremo Oriente.

Gustato anche questo secondo secondo piatto ispirato a Kacey Musgraves possiamo quindi dedicarci alla prossima portata, per la quale faremo i misteriosi almeno fino al nostro solito appuntamento fisso del mercoledì. Stay Tuned!

E per concludere… il live di Golden Hour

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