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WMHard ep.2: Stelvio Cipriani nel porno

Il talento universale lo si dimostra sempre nei 'momenti' meno opportuni

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WMHard: Secondo episodio di musica ed eros con Stelvio Cipriani

A testimonianza di quanto anticipato nell’episodio pilota ci siamo imposti la missione di sdoganare il mondo della pornografia a colpi (si fa per dire) di grandi autori che, nel corso della loro carriera, si sono voluti cimentare in queste piccole avventure fuori dalla safe-zone dei canoni convenzionali di mercato. Ed eccoci, per la seconda volta, a parlare di un grande compositore che, nel corso di una carriera poliedrica e ricca di grandi soddisfazioni, ha musicato veri e propri capolavori della cinematografia hard.

Stelvio Cipriani

L’accademico libero

Stelvio Cipriani si diploma in pianoforte e composizione musicale al Conservatorio Santa Cecilia (come Ennio Morricone), ad inizio carriera guadagna i primi soldi come pianista sulle navi da crociera e come accompagnatore di cantanti di musica leggera quali Rita Pavone, Tony Renis e Peppino Di Capri. Inizia a comporre colonne sonore, specialmente per film polizieschi, drammatici, thriller ed horror. Compone anche alcune colonne sonore per pellicole di produzione statunitense quali ‘Tentacoli’ e ‘Piraña paura’, primo lavoro di James Cameron.
Nel 2007 fu tra gli ospiti della ‘Notte degli angeli’, dedicata alla mistica Natuzza Evolo, trasmessa da Rai International il 9 aprile.

Nel 2016 Stelvio Cipriani prese parte alle riprese del docufilm a episodi ‘Diario di bordo’, ‘Inside The Outsider’. Colpito da ischemia il 23 dicembre 2017, è morto in una casa di cura a Roma il 1º ottobre 2018 a 81 anni. È sepolto nel Cimitero del Verano di Roma.

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Il registro accademico in una mente innovativa ed introversa

Una vita, quella di Stelvio Cipriani, vissuta senza ombra di dubbio per la musica transitando persino per il cinema a luci rosse. L’episodio che ha permesso al maestro Cipriani di piantare la sua ‘bandierina’ anche nell’industria del porno è la colonna sonora di ‘Orgasmo Nero’.

Una pellicola di Joe D’amato del 1980 dalla storia ‘tribale’ e per nulla scontata; a testimonianza della tendenza passata di utilizzare in, maniera calcolata, l’uso della pornografia in quelle che sono vere e proprie trame. 
Il timbro musicale di Stelvio Cipriani coinvolge fin da subito lo spettatore: la grande esperienza del compositore accademico ha portato l’intera produzione ad essere considerata una piccola perla del cinema italiano, sicuramente adatto ad un pubblico adulto

Trama della storia:

Il film è ambientato sull’isola di Santo Domingo dove è in corso un rito tribale. Un uomo, in fin di vita, viene sacrificato: il suo cuore è diviso e mangiato da diverse persone tra le quali Haini (figlia del defunto) presente al rito macabro.

Sull’isola vive anche una coppia statunitense: Paul, scrittore ed Hellen, insoddisfatta dal suo rapporto ed impossibilitata ad avere figli.
Haini diviene in poco tempo amica di Helen, che però teme di rimanere troppo presa dalla bellezza del posto e vuole tornare negli Stati Uniti. Paul permette alla moglie di andare via e le consiglia di portare anche Haini, che è indecisa se partire o rimanere nella sua terra. Alla fine decide di andare con Hellen e si fa ripudiare dalla madre, che la frusta davanti alla loro capanna.

Una volta arrivate in città la situazione degenera: la frustrazione di Hellen la porta a tradire più e più volte il marito con personaggi conosciuti in un bar. Haini scopre uno di questi tradimenti e cerca di uccidere l’ amante con un machete ma viene fermata in tempo da Hellen.

Intanto Paul torna a casa e si accorge che tra Haini ed Helen è in corso una relazione. Chiede quindi alla moglie di far tornare Haini al villaggio, ma Helen rifiuta e confessa che si è innamorata di lei. Paul si ubriaca per la disperazione e si reca dall’amico che è stato a letto con Helen. Questi gli confessa il tradimento e gli comunica che Helen lo tradisce continuamente. Paul, sconvolto, picchia l’amico e torna a casa. Helen e Haini si stanno baciando. Paul violenta Haini sotto gli occhi di Helen, che partecipa anch’essa alla violenza.

Paul ed Helen scoprono che la donna può finalmente avere dei figli e si pongono il problema di Haini. Alla fine decidono di riportarla al villaggio. Haini, scoperta l’intenzione della coppia, inizia a fare dei riti vudù.

Arrivati sull’isola, Helen saluta Haini con dolcezza e la lascia nelle mani di Paul che l’accompagna fino al suo villaggio. Lì è in corso un rito vudù con uomini in maschera e balli. A Paul viene offerta una bevanda che lo stordisce. Gli indigeni lo fanno sdraiare sopra una sorta di altare sacrificale e Haini lo uccide con una coltellata al cuore; quindi ne mangia una parte offrendolo anche ad Helen, sopraggiunta preoccupata per il ritardo di Paul. Vedendo Paul morto sull’altare, la donna urla.

Un porno-trip degno degli anni ’80

Se avete letto attentamente la trama vi sarete resi conto della drammaticità e della complessità della storia, che poco ha a che vedere con le nostre moderne pellicole nelle quali una giovane donna ha dimenticato il portafogli sul tavolo del salotto e se ne accorge solo quando deve pagare il taxi…
Qui viviamo un rapporto malato e carnale nato dalle usanze tribali millenarie e deviate che hanno portato a degenerare una situazione, facendo emergere i lati più oscuri dell’eros umano. Qualcosa di così tanto distante dal nostro mondo, direte voi?

Non so se sia così o meno, visti gli esempi che nel 2021 continuiamo a leggere tra le pagine di cronaca, segno che la bestialità umana sfugge irrimediabilmente all’evoluzione rendendoci i tristi semplici animali di sempre.

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