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Novità rap in estate? 4 uscite che fanno al caso nostro

Il denominatore comune tra poesia, critica sociale e amore? La musica giusta

‘Temporale’, il viaggio di una vita

Murubutu

Iniziamo il nostro viaggio da ‘Temporale’, il nuovo singolo rap di Murubutu, uscito il 2 luglio, con il featuring di Dia. Una canzone pregna di richiami, allusioni e descrizioni letterarie. Come suo solito, il prof si diverte a miscelare la passione per le discipline umanistiche con la musica rap, dando vita a versi emozionanti, poetici e suggestivi. Il brano racconta del rapporto di Clara con il mare sardo, attraverso intrecci malinconici e ricordi dolorosi. Il temporale e il setting tempestoso della canzone assumono la forma di un pretesto per descrivere prima la fuga e poi il ritorno di Clara.

La scelta di intraprendere una direzione piuttosto che un’altra, nel corso della vita, apre alla possibilità di muovere passi su sentieri diversi, a volte frenetici, scoscesi e faticosi, altre volte rilassanti, dolci e panoramici.

Poi là oltre il paese, sotto al monte con l’eremo
C’era il suo mare turchese, imponente e magnetico
E il vento là da ponente, possente e collerico
Che riempiva le vele e le vene di un tremito

Temporale, Murubutu

Ma ognuno di noi, come ci ricordano i versi di Murubutu, porta con sé le proprie radici. Noi esseri umani siamo come gli alberi, soltanto che possiamo spostarci quando vogliamo. E portare con noi la consapevolezza delle origini, serve per fornire una chiave di lettura soggettiva e peculiare nei confronti della novità. La nostalgia di casa è un vento malinconico e poetico, c’è chi lo segue tornando al mondo degli anni lontani e c’è chi, invece, sceglie di rimanere distante da casa proprio per sentire queste correnti sulla pelle, come se fossero un promemoria di vita e libertà.

Ma è rap o poesia? Forse entrambi

Rap

 La personificazione del mare permette un parallelismo amoroso molto profondo tra l’elemento naturale e i ricordi di Clara. La pioggia del temporale che cade sulle acque marine di Santa Margherita fa riaffiorare alla mente della donna alcune immagini del passato: ‘se stessa, bambina, coi piedi sulla battigia, i vecchi che cuciono le reti, il marito scomparso’. Proprio quest’ultimo ricordo, insieme al mare, il temporale e il vuoto ridondante del mare, permettono di interpretare questo brano come una possibile continuazione, o comunque un chiaro riferimento, ad un altro capolavoro in rima di Murubutu, intitolato ‘I marinai tornano tardi’.

Un vero e proprio manifesto della vita dei marinai e delle persone a loro care. Avventure marine e lavorative fatte di difficoltà, attese e rinunce. Finali a volte tragici che lasciano un senso di libertà incredibilmente ampio. Ma tornando su ‘Temporale’, è obbligatorio riconoscere il contributo incredibile che Dia fornisce a quest’opera musicale. Il suo timbro di voce è dolce ma deciso, malinconico e nostalgico.

Un vero e proprio tocco di classe e di leggerezza, che permette di far respirare la base musicale distendendo le linee melodiche. Il ritornello unisce due timbri vocali opposti, Murubutu e Dia. Il primo, profondo, grave e grattato, il secondo alto, morbido e delicato. Un ossimoro di suoni.. e le emozioni si godono il valzer!

‘Anno zero’, il rap come critica sociale

Anno zero
Artwork di Anno zero

Anno zero’ è il nuovo singolo rap di Dani Faiv, uscito il 7 luglio. La canzone tratta di attualità e, per l’analisi estremamente critica delle vicende contemporanee che propone, è una vera e propria pecora nera nel gregge della scena rap. In senso positivo eh, sia chiaro. Il rapper spezzino racconta gli eventi più significativi degli ultimi anni, soprattutto quelli del 2020, dimostrando di avere una spiccata sensibilità nei confronti degli avvenimenti circostanti e soprattutto la grande dote di saperli raccontare in rima. Il titolo ci suggerisce già la linea tematica e il significato principale della canzone: per Dani Faiv viviamo un periodo di svolta, l’inizio di una nuova era che è il significato stesso della locuzione ‘anno zero’.

Sarai quello che non se n’è mai andato
Chissà cosa diranno di te i libri
Una canzone qua non cambierà il mondo
Il sangue si ferma, poi scorre l’inchiostro

Anno zero, Dani Faiv

Nessuno ne parla, come se tutti avessero paura di rendersi conto che questo sia un momento storico decisivo all’interno del progresso umano. Dani Faiv esce prima di tutti, nel senso che ancora molti sono fermi a rimuginare sugli ultimi avvenimenti e che, solitamente, si tirano le somme dopo la movida e l’eccitazione estiva. Ma il rapper spezzino non ha bisogno di aspettare, e secondo noi fa bene, perché vicende come le violenze razziali, le esplosioni fortuite, i ponti che cadono a pezzi e le conseguenze sociali rilevanti di una pandemia non aspettano che passino le feste di luglio e agosto per far sentire la propria pesantezza sociale.

Dani Faiv ha studiato più di voi?

Due strofe, un ritornello, un pre-ritornello e un interludio. Una canzone rap articolata, con un beat lunatico e variopinto, che alterna suoni cattivi, decisi e metallici ad altri più distesi, armonici e quasi trionfali. Dani Faiv si cala perfettamente nel mood bipolare della base, attraverso flow riflessivi e coscienziosi ed altri rabbiosi e risoluti. Ci sono alcune rime significative che vale la pena analizzare, come ad esempio “sorrisi di plastica stanno stappando un Moet, torna anche la svastica insieme alle altre mode“. Questi sono i primi due versi della seconda strofa.

Apparentemente poco rilevanti, esprimono e denunciano in realtà una situazione contemporanea di ritorno al passato piuttosto preoccupante. Un totale disinteresse dei sorrisi di plastica nei confronti di una parte di storia che sembra essere stata rimossa, o meglio, né reinterpretata né studiata. E così le giovani generazioni (ma non solo), che nascono digiune di quel vissuto e di quei contenuti, vivono la contemporaneità senza gli strumenti necessari per interpretarla, finendo per riproporre comportamenti e sviluppi sociali innocui ad un occhio poco attento, ma sulla cui innocenza apparente fanno leva i meccanismi più dannosi e minacciosi delle relazioni sociali.

‘Caffè’ di Bresh, scuola Genovese…estiva

Caffè
,Artwork di Caffè

Caffè’ di Bresh ci permette di staccare un attimo dall’andazzo pregno di significati profondi delle ultime uscite rap. È uscita il 2 giugno, con l’immancabile produzione di Shune, figura di riferimento per tutta la scena rap genovese. Con la poeticità tipica di Drilliguria, Bresh unisce circostanze amorose apparentemente superficiali a riflessioni introspettive, portandoci con lui alla scoperta della relazione vissuta con questa ragazza. Vero, leggero ma sentimentale, l’influenza del cantautorato genovese si fa sentire.

Falla su, che se scendiamo, rischiamo di farci male
Siamo fuori dalla norma ma dеntro le nostre strade
Ci guardiamo comе due che vorrebbero scopare
Ma cazzo, l’abbiamo fatto e oltre non riusciamo a andare

Caffè, Bresh

Un singolo estivo che racconta un amore divertente e dinamico, offuscato e un po’ confuso, fatto di pulsioni sessuali, distrazioni quotidiane e poco più. La storia di Bresh e della ‘ragazza che parla come una donna ma pensa da bambina’. Questa canzone trasmette una stimolante voglia di godersi il momento in virtù del qui ed ora, tra sole, mare e quel pizzico di piccantezza, tipica della costa ligure, che fa da sfondo alla maggior parte dei lavori musicali di Bresh.

Sono uscite le date del suo tour estivo e, come se non bastasse, il primo verso della canzone ci regala uno spoiler elettrizzante: ‘Breshino testa che gira, un altro disco che arriva’. Beh, dopo che io mi aiuti e che io ci aiuti, le attese sono alle stelle. Una penna sensibile, retorica e trasparente. Bresh si merita tanto.

Alien Army, Dj di musica ‘Ogm’

Ogm
Artwork di Ogm

E per concludere, ci piace sempre portare un po’ di sano hip hop. Menzione obbligatoria, dunque, per la nuova uscita degli Alien Army, collettivo di dj direttamente dal 1996. In cima alle classifiche per il numero di titoli nelle competizioni di Turntablism italiane, sfornano da anni suoni innovativi che uniscono la musica hip hop a quella elettronica. ‘Ogm’, il sesto album del gruppo, è stato scritto, prodotto e ideato da Dj Skizo, Dj Fakser e Dj 5L, in collaborazione con Dj Zak, Simone Ganga e Dj Gruff.

Il titolo è un’anticipazione del contenuto musicale del disco che, in quanto ‘OGM‘, si propone di mescolare il nuovo con il vecchio per dare vita ad un intreccio di suoni classici e al tempo stesso futuristici. Una chicca speciale per gli appassionati della nobile arte dello scratch, da sempre parte integrante della musica hip hop. Un viaggio sonoro di 18 tracce che racchiude stili diversi ma sempre innovativi, una musica finalmente identificativa di un unico gruppo musicale e che insegna agli aspiranti rapper-alieni cosa sia effettivamente la musica extraterrestre.

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